domenica 5 giugno 2016

Natura, contro Natura, oltre la Natura

Natura, contro Natura, oltre la Natura


Quando usiamo il termine ‘natura’ nel linguaggio comune intendiamo il mondo che ci circonda: alberi, animali tramonti oppure eruzioni vulcaniche. Nel linguaggio filosofico si intende piuttosto riferirsi alla ‘essenza’ di qualche cosa, o meglio di qualche ente. In tal caso parliamo di metafisica, o comunque al più alto grado di astrazione che la propria teoria filosofica contempla. Se invece se ne parla a livello di riflessione filosofica morale, allora si intende con ‘natura’ l’essenza dell’uomo che va realizzata. O meglio, così si intendeva. fino a quando la filosofia classica ed illuministica ha dominato il campo intellettuale delle élites sociali.

Poi nel XIX secolo ebbe il sopravvento ‘la Storia’ 


e si giunse nel XX ad affermare che la natura dell’uomo è di non avere natura. Tale spostamento  avvenne definitivamente nel passaggio da M. Scheler ad A. Gehlen. Solo la teologia cattolica tenne duro; ma fino al Concilio Vaticano II. Poi anch’essa abbandonò in gran parte dei suoi rappresentanti questa categoria.


‘Contro natura’  secondo il dizionario Treccani on line:

Contronatura avv. – Grafia unita, non com., della locuz. contro natura, soprattutto con funzione di agg., invar.:vizî , peccati c.; peccare c.; è c. che i figli premuoiano ai genitori.

Vediamo che nell’ultimo uso non si tratta di morale umana, bensì di previsione sull’evolversi degli esseri viventi in genere.

Negli altri casi invece abbiamo l’uso, fino a poco di tempo fa corrente, di peccato particolarmente grave perché contro la natura intima dell’uomo. Normalmente ci si riferiva ad atti in ambito sessuale.

Ma, lasciamo la parte questi significati, e ritorniamo all’ultimo. Cioè alla regolarità statistica nella vita degli  esseri viventi.


E’ qui che si innesta direttamente l’ ‘oltre la Natura’, quando si parla e si riflette sul fatto che l’uomo ha trasformato  - e lo fa sempre di più - non solo l’apparenza esteriore del mondo circostante, ma anche la propria struttura stessa. Pensiamo all’energia atomica, agli antibiotici, ma anche a tutta la bioingegneria e agli interventi sul DNA. Alle protesi tecnologiche e alla biologia sintetica.

Tutta la tecnologia, sia nel campo della produzione che della comunicazione, sembra proprio che renda inutilizzabile la categoria di ‘Natura’ perché l’uomo sta trasformando non solo il mondo esterno, ma anche il proprio mondo interiore. Appunto con la tecnologia.

Si ritorna così a dove eravamo partiti perché questo processi in pieno svolgimento dimostrerebbe che non esiste una natura umana data, e neppure una dei viventi, e neppure una del mondo fisico, perché l’uomo con la scienze e le tecniche sta mutando tutte le strutture più profonde degli esseri.

Quindi sulla natura umana aveva proprio ragione Gehlen ?


Nella filosofia classica la natura è la manifestazione dell’essenza di un essere e quindi, se con le scienze conosciamo tutta la fenomenologia di una natura e se disponiamo della tecnica appropriata, possiamo anche mutarla. Ma così mutiamo anche la sua essenza?  Direi proprio di sì.

Se mutiamo l’essenza dell’uomo, le sue strutture portanti profonde, potremmo anche esplicitamente ipotizzare che l’uomo termini di esistere. 

Sono finiti i dinosauri, perché non dovrebbe finire l’uomo ?


Infatti se si muta l’essenza (che non è un dato di fatto materiale, pur essendo reale) si muta definitivamente  il relativo essere, e quindi se mutiamo l’uomo attuale - nella sua forma che è stabile nelle ultime decine di migliaia di anni - non abbiamo più l’uomo. Avremmo un altro essere, vivente ma non più l’uomo. Non più l’Homo Sapiens Sapiens.

Chiediamoci, al di là di ogni retorica: è accettabile questo? E’ socialmente accettato questo?

E all’interno di una visione cristiana del mondo umano e del cosmo: è questo l’esito di 2000 anni di Cristianesimo ?
C’è chi parla da anni di ‘Beyond God’. Perché non dovremmo avere anche un ‘Beyond Human’ ?

Appunto: al di là della nostra Natura Umana, al di là dell’umano; un mondo senza l’uomo ?








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