domenica 12 febbraio 2017

Democrazia o Kulturkampf ?



Sui giornali tedeschi più influenti si parla spesso del nazional-conservatorismo della chiesa polacca


che sarebbe alleata con un governo sciovinista ed antieuropeista. Tra le prove di questa deviazione anti-illuminista  ed anti-liberale si portano prese di posizione di un vescovo polacco che ha consigliato di votare per i partiti che erano contro la legislazione liberalizzante l’aborto. Lasciando da parte ‘le ideologie’ che guidano giornali come lo Spiegel, la Zeit, la Frankfurter Allgemeine o la Sueddeutsche, vorrei riflettere sulla posizione cattolica oggi in Europa. Su di una posizione che sia sostenibile da parte nostra, anche se magari queste ‘ideologie’ non la accetterebbero.


Noi cattolici abbiamo una serie di posizioni su questioni sociali che riteniamo siano utili per tutti i cittadini, anche non cattolici.

Per noi lo stato ha come scopo il bene comune, che in parte è formato dal benessere generale ed in parte dal mantenimento di una piattaforma sulla quale gli individui e i gruppi possano svilupparsi secondo il proprio modello (le pari opportunità, in senso lato).  Nella legislazione dello stato è inevitabile che entrino anche regolamenti che non possiamo proprio condividere, ad es. sull’aborto o sull’eutanasia.

Ma la struttura di una stato democratico non può evitare questo, se le forze politiche rappresentate lo vogliono.

Noi come cattolici potremo lavorare a livello della società civile per far sviluppare le forze che si oppongano all’aborto e all’eutanasia nella speranza che diventino maggioranza qualificata anche a livello politico. Ma non possiamo opporci allo stato democratico moderno in quanto tale. Sarebbe andare contro allo sviluppo storico della dignità della persona, sviluppo al quale abbiamo contribuito come cristiani europei ed americani.

Anche l’Unione Europea è un prodotto tra i migliori dell’Occidente Cristiano, anche se molti dei suoi promotori non vogliono ammetterlo.

Nostro compito oggi come cattolici è quello contribuire a creare una cultura che faccia sviluppare i valori sociali evangelici anche a livello delle strutture politiche nazionali ed eurioperee.  Ma senza violenze di nessun genere. L’epoca delle Volkskirchen, delle chiese identificate con la nazione, è storicamente finita, come anche quella di una chiesa monolitica nella sua presenza sociale.

Ma, anche se i neo-illuministi e liberali non condividono le nostre posizioni ideali e le ritengono superate a livello antropologico, cioè dello sviluppo dell’umano, noi manteniamo le nostre visioni del bene umano integrale. 

Nella speranza, democratica, che non si intensifichi il nuovo Kulturkampf contro la chiesa cattolica.



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