domenica 21 maggio 2017

Accordi plurimiliardari per Trump a Riad




Su Il Sole 24 Ore di domenica 21 maggio, Marco Valsania da New York scrive: ‘Le forniture militari raggiungono i 110 miliardi – sistemi di missili, vascelli, cybersicurezza – con la possibilità di altri 350 miliardi in dieci anni di ulteriori collaborazioni ‘. Seguono poi altri elenchi impressionanti di miliardi di transazioni commerciali, reciproci investimenti in infrastrutture, cooperazioni finanziarie. Lo stesso giorno sulla  La Stampa Maurizio Molinari: ‘La rielezione di Hassan Rohani in Iran e l’arrivo di Donald Trump in Arabia Saudita segnano l’inizio di una nuova fase del duello Teheran-Riad per l’egemonia in Medio Oriente con un brusco rovesciamento dell’equilibrio di forze fra sciiti e sunniti.’



Per chi ha seguito negli ultimi mesi, ed anni, la travagliata guerra diffusa in Medio Oriente non sono buone notizie. 
Soprattutto se si consideriamo anche la presenza sullo scacchiere di altri giocatori come Puntin ed Erdogan 

Non abbiamo soldi per fermare a casa loro le centinaia di migliaia di ‘migranti del Mediterraneo’, ma li troviamo per armarci gli uni contro gli altri.

Non ho le competenze per tracciare una Road Map for Peace , ma i risultati che vediamo ogni giorno rendono evidente che i mezzi usati dai nostri governanti non sono quelli giusti. Se dai frutti (buoni) si giudica la bontà degli atti…

E’ però il nostro sistema internazionale che è in gioco ed il nostro benessere è basato sui frutti di questo sistema. 
Per  questo non osiamo metterlo in discussione seriamente.
Per poter aver ancora – e nonostante tutto -  il PIL individuale italiano a 30.000 $ (e quello degli USA a 55.000) è necessario che nulla cambi veramente. E se gli Eritrei sono a 800 $, sono fatti loro e non vengano sui gommoni a scocciarci !




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