sabato 19 marzo 2016

Il Presidente Einaudi era musulmano ?


La rimozione delle radici cattoliche


Il deputato cattolico PD

Franco Monaco ha scritto al direttore di Avvenire a proposito dell'esclusione di una candidato dalle liste PD per le elezioni comunali di Bologna. La motivazione: 'ultracattolico' !

Monaco scrive : "Ho lavorato alla nascita dell’Ulivo e alla Carta dei princìpi del Pd. Ci si proponeva di operare una sintesi davvero nuova e originale tra laici e cattolici, tra le culture politiche che hanno forgiato la storia italiana ed europea. Che è cosa diversa dalla ignoranza o dalla rimozione delle radici. La 'rottamazione' (la parola non mi impressiona) di un ceto politico estenuato era necessaria. Non si rottamano invece la storia e le culture."


Il negare le proprie radici storiche 

- come è stata fatto anche per la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea - è un'operazione che tende essenzialmente a limitare il loro influsso nel proprio futuro. In Italia è da anni comune dire di un avversario politico molto ambiguo che si comporta da 'democristiano'. Si dimentica però che come nel ventennio anteguerra tutti gli italiani eravamo fascisti (ricordiamo la lettera di Norberto Bobbio a Mussolini nel 1935), in quello del secondo dopo guerra  tutti  gli italiani era democristiani (vedi il voto favorevole di Togliatti all'inserimento del Concordato nella Costituzione).
Il 'compromesso estremo' è nelle profondità della cultura storica italiana, come c'è anche la lotta continua contro di esso da parte delle persone oneste di ogni schieramento politico ed ideologico.


Oggi nel mainstream la parola d'ordine è: 'anticattolico'. 

Da qui l'episodio di Bologna e molti altri analoghi.
Come ricordava Monaco, i cattolici nell'Italia dell'ultimo dopoguerra, non si sono sempre comportati bene. Sia di fronte alla moralità pubblica, ma anche di fronte alla propria moralità 'cattolica'. Questo però non implica che chiunque si definisca cattolico debba quindi in futuro essere escluso dalla politica di un partito di governo. Essere cattolici non è come essere nazisti, stalinisti, razzisti, ecc. E' invece un modo di porre degli ideali a se stesso ed agli altri e di cercare di realizzarli, in modo coerente.


Coloro che sostengono che i Paesi del Nord Europa rispetto a quelli del Sud Europa cattolico hanno meno corruzione, 

perchè sono protestanti, dimenticano che la sponda sud del mediterraneo è tutta islamica e politicamente altamente corrotta. Che sia la millenaria cultura mediterranea che non si è ancora adattata alle forme moderne di società e di stato ?  Non potrebbe essere che cristianesimo e islam abbiano avuto molto meno influsso sul corpo sociale nel suo insieme di quello che i rispettivi teologi ed ideologi sostengono ?
Forse anche gli avversari del cristianesimo sopravvalutano il peso storico del cristianesimo in Italia, mentre non prendono in seria considerazione i suoi principi (e le persone che li hanno realizzati nella propria vita).
 Sarebbe stato possibile l'umanesimo illuminista europeo senza i principi personalistici del cristianesimo ?


Nel dopoguerra il Presidente Luigi Einaudi si indignò 

di fronte ad un elenco di Presidenti della Repubblica classificati come cattolici e nel quale egli non era riportato: "E che sono io, un mussulmano ?"







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